Domenica 20 maggio: Ambiente è salute! Bologna e le sfide urbanistiche dal Lazzaretto ai Prati di Caprara

By 2 maggio 2018articoli

Coalizione Civica vi invita al primo appuntamento della Campagna “La Città Pubblica”

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La Città Si-Cura. AMBIENTE è SALUTE!

In una città dove l’inquinamento è in costante crescita e le malattie respiratorie sono la terza causa di morte, scelte urbanistiche che salvaguardino il suolo e le aree verdi sono vitali per permettere la crescita armoniosa della città e proteggere la salute dei suoi cittadini e cittadine.

Gli alberi e gli spazi verdi giocano un ruolo fondamentale:
un ettaro di alberi può assorbire, in città, 75 kg di polveri sottili, 40kg di biossido di azoto e 4 tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

Può Bologna, una delle città più inquinate d’Italia, permettersi di abbattere decine di ettari di bosco urbano, come sta facendo l’Amministrazione Comunale in questi giorni ai Prati di Caprara?

Può Bologna permettersi l’insediamento di nuovi distributori di carburante su terreni agricoli?

Può Bologna chiamare “rigenerazione” quel che si è fatto nella zona Lazzaretto/Bertalia (dove manca tutto, perfino gli autobus!) o ex Mercato Navile, dove la città è rimasta incompiuta, le opere di urbanizzazione (strade, marciapiedi, aree verdi) incomplete, le previsioni di edilizia sociale o per la comunità disattese?

Può Bologna permettersi l’insediamento di nuovi supermercati e centri commerciali che attirano traffico e rendono più povero il tessuto del commercio al dettaglio?

Può Bologna investire per il suo sviluppo su opere impattanti come il Passante di mezzo?

Domenica 20 maggio vogliamo condividre azioni e idee su tutto questo:

 

Di seguito, il manifesto della Campagna “La Città Pubblica”
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LA CITTA’ PUBBLICA
Idee e azioni – Un programma per Bologna

Negli ultimi anni nella città di Bologna si è consolidato un atteggiamento di stampo neoliberista in tutte le politiche realizzate dall’Amministrazione Comunale. I diritti dei cittadini sono stati ampiamente ridimensionati in favore di visioni privatistiche: i diritti di base, quello alle cure, il diritto ad una casa, il diritto a muoversi, il diritto ad avere un lavoro dignitoso, il diritto a vivere in città in cui la qualità della vita sia buona per tutti. Negli ultimi anni l’attuale Amministrazione ha preferito investire in forme superficiali di cosiddetta partecipazione e di semplice marketing della città piuttosto che su progetti che possano investire le pratiche di senso e di vita effettive dei suoi cittadini. Noi vogliamo lottare affinché da una città “satura”, “trascurata”, “interrotta”, territorio di grandi disuguaglianze che non si misurano più solo con la distanza geometrica dal Centro Storico, si passi ad una città vivibile, sicura, non inquinata. Bologna, infatti, seppur città dalle non grandissime dimensioni, costituisce oggi una realtà metropolitana di oramai un milione di abitanti, la cui popolazione vive sempre di più e in buona parte nelle periferie e nelle municipalità al di fuori del territorio comunale. Alcuni di questi territori lontano dal centro assumono oggi la sembianza di “periferie di periferie”, sono zone abbandonate a se stesse, spesso dormitoriali, colpite dalla lunga crisi economica e sociale. E d’altra parte il centro storico rischia via via di trasformarsi in una grande Disneyland del cibo a cielo aperto, dove non prevale più l’idea tradizionale di socialità che si accompagna al cibo ma una logica del “tagliere” e della “vetrinizzazione”.

Oggi a Bologna ci sono grandi risorse pubbliche urbane che potrebbero essere meglio sfruttate e utilizzate, in particolare caratterizzandole sempre più come beni pubblici. Per questo, a partire dai Prati di Capara, lanciamo la campagna politica La Città Pubblica, un termine sempre agitato anche dai riformisti ma mai concretamente attuato per mancanza di volontà politica o peggio per cattiva politica.

Esistono a Bologna decine di aree abbandonate, di edifici vuoti, pubblici e privati, di proprietà non più militare. La nostra proposta è quella di indire diverse iniziative legate ai beni pubblici in zone urbane significative e tutte “sofferenti”. Vogliamo organizzare alcune giornate di mobilitazione nelle quali a partire dalla messa a fuoco di alcuni punti strategici di Bologna, si rifletta insieme sui grandi temi collegati al diritto alla città pubblica. Giornate di riappropriazione allegra dei nostri territori in grado di stimolare la discussione e il confronto su tutta una serie di questioni centrali per il diritto di tutti e di tutte alla città.

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