URBANISTICA – workshop del 26 novembre

By 7 dicembre 2017articoli, associazione

URBANISTICA
ASSEMBLEA DI COALIZIONE CIVICA PER BOLOGNA DEL 26 NOVEMBRE 2017

E’ possibile ipotizzare 5 temi importanti e interconnessi, sui quali riflettere per impostare eventuali future campagne di Coalizione Civica:

  • Idea di città metropolitana
  • Spazi e vuoti e rigenerazione urbana
  • Invasione commerciale
  • Privatizzazione degli spazi pubblici
  • Fallimento dell’housing sociale

Centrale anche la proposta di nuova legge urbanistica regionale.
L’urbanistica dovrebbe cercare di regolare lo sviluppo in maniera sostenibile (anche se può sembrare un ossimoro). La legge urbanistica regionale in via di approvazione introduce un neoliberismo molto spinto, con essa non si pianifica più. L’accordo fra privati e uffici tecnici dei comuni, diventa l’elemento centrale per gli interventi sul territorio, il quale peraltro scompare come soggetto dalla legge stessa.

Per come viene declinata la “rigenerazione urbana” è possibile prevedere meccanismi espulsivi di una grande parte dei cittadini, per esempio quella che paga affitti bassi in edifici degradati, si va sostanzialmente verso un’accentuazione del fenomeno della così detta gentrificazione, ma anche verso massicce forme di displacement (spostamento).

La città viene considerata alla stregua di una ‘public company’ e, come è stato detto, i cittadini e le cittadine sono i suoi considerati ‘azionisti’. La legge supera anche il concetto di standard: fino ad oggi quando si costruiva dovevano essere garantiti un quantità di mq di verde, di parcheggi, servizi (scuole, attrezzature collettive, etc ), non sarà più così e questo, oltre a forti sospetti di incostituzionalità, supera il livello di autonomia concesso dall’attuale legislazione nazionale a quelle regionali.

Una pessima legge che segnerà il nostro futuro in maniera indelebile.

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Di seguito un breve resoconto degli interventi:

MASSIMILIANO RUBBI (Gruppo Navile): se Colizione Civica diventa una forza politica che si occupa solo del verde pubblico e non è in grado di individuare lo sviluppo della realtà produttiva e non comprende la direzione che sta prendendo la città, fallisce il suo mandato.

FAUSTO TOMEI (Consigliere del quartiere Porto-Saragozza): sottolinea la deformazione del linguaggio in atto da parte dell’amministrazione comunale, con l’esempio lampante del ‘verde percepito’.

GIUSEPPE SCANDURRA (Referente Gruppo Navile): possiamo proporre un nuovo modello di partecipazione? Come si relaziona Colaizione Civica con i Comitati che si occupano di temi di urbanistica?

SERGIO CASERTA (l’Altra Emilia Romagna): ieri a Parma ho partecipato alla giornata degli Audit civici, sforzo di creare orizzontalità organizzata. Con la nuova legge Urbanistica Regionale c’è una grossa sottrazione di fondi ai comuni nella partita della contribuzione fiscale dei privati.

ANDREA GAROFANI (Gruppo Urbanistica): dobbiamo darci l’obiettivo che avevamo in programma , fare di Bologna la città meno disuguale d’Europa e dobbiamo perseguirlo in maniera programmatica. Qual è l’alternativa alla crescita smodata di centri commerciali? Il cambiamento di modello di sviluppo economico della città e lo sviluppo turistico stanno espellendo gli studenti che non riescono a trovare un alloggio. Bisogna rilanciare il lavoro del gruppo Urbanistica e farlo lavorare a supporto dei gruppi di quartiere per aprire contraddizioni e coinvolgere i cittadini, ma anche per produrre pensiero.

FEDERICO MONTANARI (Referente Gruppo San Donato): mi ha colpito l’aspetto socio-culturale della legge. Dobbiamo praticare l’attivismo linguistico anche per smontarne il linguaggio. Lavoro di analisi critica della cultura territoriale da sviluppare nei cittadini/e. Promuovere Science Shops, luoghi in cui far lavorare diverse competenze . Proviamo a costruire una piccola rete sperimentale di analisi e progettazione dei territori. Contrastare la politica del meglio qualcosa che niente, anche se quel qualcosa è un distributore di carburante.

LUCA BASILE (Referente Gruppo Ambiente ): l’urbanistica è un tema che muove molto anche in termini di partecipazione, ma in ambiti molto localizzati (non voglio un supermercato sotto casa), urge un approccio più sistemico. Già i comitati cominciano a parlarsi.
Lanceremo il 1 dicembre in Montagnola una campagna di rilevamento dell’aria che farà convergere molti comitati. Bisogna produrre del materiale per raccontare cosa abbiamo fatto e a cosa abbiamo partecipato.

MAURO BOARELLI: (iscritto di CC) dobbiamo trovare modi più pragmatici per intervenire. Bisogna abbandonare i metodi del NIMBY (Not In My Back Yard) e assumere quello del non qui, ma neanche altrove . Partecipazione vera, dove di solito la partecipazione è fuffa. Non c’è ancora un’iniziativa autonoma di Colaizione Civica su questo piano. Tema dei vuoti (luoghi pubblici e privati vuoti), densità enorme in città. Coalizione potrebbe essere uno strumento politico che permetta di non seguire i comitati, ma di giocare d’anticipo, Come? Bisogna lanciare una grande campagna d’informazione sugli spazi pubblici non utilizzati. Per. Es. la Stamoto. Cerchiamo di aggregare i cittadine/e prima che arrivi qualcuno o qualcosa da cui difendersi.

MARCO TROTTA (Consigliere quartiere San Donato): a proposito del bilancio partecipativo, la maggior parte dei progetti ha a che fare con l’urbanistica, soprattutto con le aree verdi. Per me il Bilancio Partecipato non è un’idea sbagliata in quanto tale, ma bisogna far uscire le contraddizioni. A proposito dei nuovi impianti di carburante, su 11 approvati, 7 sono nel mio quartiere nella zona FICO, solo per evidenziare che per arrivare a FICO si punta quasi esclusivamente sul trasporto privato.

DETJON BEGAJ (Consigliere quartiere Santo Stefano): noi non siamo i sostituti dei comitati, ma una forza politica al servizio delle lotte che sono in atto, siamo quelli che si devono rendere utili ad una causa. Dobbiamo rilanciare e avere nostre campagne autonome. Dobbiamo iniziare con una campagna sugli spazi vuoti che sia anche comunicativamente efficace. Dobbiamo anche dire la nostra su come si assegnano gli spazi e dire che come si fa ora non va bene e che il regolamento dei Beni Comuni è efficace solo in parte ed è insufficiente. Dobbiamo fare un incontro su questo tema e su come noi vogliamo cambiare le regole del gioco. A proposito del Bilancio partecipato, per me va fatto con più soldi, ma con elementi strategici. Dobbiamo aprire contraddizioni sugli strumenti che il comune utilizza.

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