I manganelli della polizia e i silenzi del Sindaco

By 30 Giugno 2017articoli

Per quale motivo un reparto di polizia in assetto antisommossa prende a manganellate tutti quelli che trova davanti a un centro sociale mentre all’interno famiglie con bambini stanno facendo la spesa al mercato contadino, senza alcun motivo, senza che stia accadendo nulla, ma proprio nulla?
Il motivo è: mandare un messaggio, anzi due. Uno agli occupanti di Làbas: state attenti, stiamo arrivando. L’altro alla città intera: non solo non dovete protestare, ma non dovete neanche pensare di farlo, perché anche se lo pensate solamente, noi vi meniamo.
E siccome i motivi i di protesta e le tensioni in città non mancano, l’avvertimento non è da poco, ed è inquietante. E non è il primo: basta ricordare, per citare solo il più recente, l’incredibile e minaccioso spiegamento di forze in occasione della manifestazione contro il G7 sull’ambiente.
Ci si potrebbe aspettare una parola da parte del Sindaco, al quale dovrebbe importare il fatto che venga messa in pericolo l’incolumità dei suoi concittadini che vanno a fare la spesa al mercato. Ma finora tace. Forse condivide l’uso dei manganelli? È lecito pensarlo. Nel recente passato non ha esitato a plaudire agli sgomberi delle occupazioni abitative e allo sgombero violento della biblioteca universitaria, ed è stato proprio lui a creare dal nulla una grave situazione di tensione dando lo sfratto al’XM24, spazio pubblico autogestito i cui locali erano concessi dal Comune tramite convenzione, dichiarando inoltre – con evidente scopo provocatorio – che al suo posto avrebbe costruito una caserma.
Violenza degli apparati dello Stato, silenzio-assenso del Comune, con sprazzi di autonoma iniziativa autoritaria: questo è il mix che grava minaccioso su Bologna e che produrrà i suoi malefici effetti nei prossimi mesi.

Mauro Boarelli

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