La sicurezza è prevenzione e riduzione dei rischi. Anche in strada.
In città, significa abbassare la velocità. Per davvero.
Quando attraversiamo la strada, quando guidiamo l’auto o andiamo in bici per andare al lavoro, quando accompagniamo i figli a scuola, viviamo nell’ansia di dover tenere mille occhi aperti.
E troppo spesso vediamo moto a terra, ambulanze che caricano corpi sperando che non siano gravi, sirene.
In città, gli incidenti stradali sono un pericolo concreto, reale.
Per questo abbiamo sempre sostenuto la Città 30 come misura di sicurezza.
Una misura che in due anni ha ridotto incidenti, salvato vite, reso Bologna più vivibile.
Lo diciamo con chiarezza, se c’è qualcosa da cambiare è che servono più controlli, più moderazione del traffico, più trasformazioni delle strade.
Lo abbiamo sempre chiesto all’amministrazione e continueremo a farlo.
La sicurezza non è uno slogan: chi si riempie la bocca di questa parola ma oggi festeggia la pronuncia del TAR, lo sta facendo contro la sicurezza in strada.
Evidentemente, per costoro è solo uno strumento di propaganda per discriminare e limitare critiche e dissenso, non certo per tutelare la salute, il lavoro, la vita delle persone.
Il TAR ha chiesto di correggere alcuni aspetti burocratici, ma ha confermato un punto fondamentale: il Comune ha il diritto e il dovere di pianificare i limiti di velocità per proteggere le persone.
Ma la risposta non è tornare indietro.
È avere più Città 30, non meno.
Foto di Matteo Fini
