QUESTA SCUOLA NON BASTA PIÙ? lotta alla dispersione, scuola aperta, scuola “sconfinata”

Data / Ora
14/05/2021
17:30 - 19:30
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#dialoghiconlacittà

QUESTA SCUOLA NON BASTA PIÙ?
lotta alla dispersione, scola aperta, scuola “sconfinata”

VENERDÌ 14 MAGGIO DALLE ORE 17.30
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Susanna Zaccaria, Assessora Educazione e scuola, Comune di Bologna
Paolo Limonta, maestro elementare e Assessore Comune di Milano
Giansandro Barzaghi, Presidente dell’Associazione “NonUnodiMeno”
Fulvia Antonelli, insegnante di italiano alla “Scuola delle donne”
Cristopher Ceresi, piano per il riscatto educativo/doposcuola promosso da Yabasta e dalle Brigate di Mutuo Soccorso di Bologna
Mauro Boarelli, storico, collaboratore della rivista Gli Asini
Emily Clancy, consigliera comunale “Coalizione Civica” di Bologna

Coordina Giovanni Cocchi

La scuola, questa scuola non basta più. Per i più fragili, sia come istruzione che socializzazione, per i “dispersi” non è mai bastata: basti solo ricordare la scuola di don Milani per i figli dei contadini di Barbiana, “Scuola 725” per i baraccati romani, l’ ”educatorio” comunale di Bologna (precursore del tempo pieno), i centri sociali, gli oratori parrocchiali… e, per venire all’oggi, le scuole popolari come quelle “Nonunodimeno” in Lombardia e per restare nella nostra città le azioni di recupero scolastico e sostegno di Yabasta e Don’t panic in questi tempi di dad, pandemia sanitaria, ma anche sociale e scolastica.

Due sono gli interrogativi principali che vorremmo proporci nel nostro seminario:
1. Cosa fanno e cosa potranno fare l’Ente locale, l’associazionismo, il terzo settore per la scuola, sia in termini di sostegno/recupero/lotta alla dispersione che in termini di innovazione didattica?
2. C’è il rischio che “sussidiarietà” e “mutualismo” diventino utili alibi per il disimpegno statale, amplificatori di marcate differenze ed ingiustizie territoriali?

1. SOSTEGNO, LOTTA ALLA DISPERSIONE, SCUOLE APERTE, SCUOLE DIFFUSE, SCUOLE “SCONFINATE”…
Già prima della pandemia esistevano a Bologna alcune iniziative di sostegno scolastico e contro la dispersione e di “doposcuola” per il recupero dei ragazzi più fragili negli apprendimenti, sia da parte dei servizi comunali (tramite cooperative), sia da parte di reti solidali (Tpo, Labas, parrocchie…) ma, quasi esclusivamente limitati ai bambini/ragazzi della scuola dell’obbligo.
Tra le varie iniziative il Comune di Bologna, per quanto riguarda la lotta alla dispersione scolastica ha attivato i Sas (Servizi di Aggancio Scolastico), con l’impiego di educatori che accompagnano e orientano ragazzi segnalati dalle scuole alla scelta della scuola superiore. E per quanto concerne l’arricchimento dell’offerta educativa sono attivi I SET (a gestione comunale, mista o convenzionata) che offrono ai bambini occasioni di incontro e di gioco (ludoteche, psicomotrocità, spazi lettura, laboratori espressivi e ambientali…). E ancora alcune “scuole aperte”, ma per lo più intese nel senso di “centri estivi”.
A Milano il Comune attua diversi progetti che potrebbero fornirci spunti interessanti: un “Osservatorio sulla dispersione scolastica”, con percorsi che vedono coinvolti centinaia di ragazze e ragazzi.
Ancora, coordina con l’Ufficio Scolastico Territoriale  il progetto “Scuole aperte” che vede unite le realtà del territorio nella promozione di varie attività pomeridiane e nei giorni di chiusura ( teatro, web radio, musica rap, avviamento allo sport, metodo di studio, sostegno agli apprendimenti… ed attività di “scuola“diffusa, con uscite presso musei, impianti sportivi…); con l’obiettivo che ogni scuola sia, per il proprio territorio, un presidio culturale e sociale, un luogo di aggregazione, socialità ed inclusione, punto di riferimento per tutto il quartiere.
E ancora, sempre nel milanese, da oltre 10 anni sono attive 10 scuole popolari a cura dell’Associazione “Non uno di meno” specificamente rivolte ai ragazzi delle superiori, con ottimi risultati: “il 90 per cento riesce a recuperare le insufficienze, ritrovandosi 7 e 8 in pagella”.
E per quanto riguarda il futuro, la scuola del post pandemia, da segnalare un corposo progetto del giugno 2020, frutto di oltre 40 studiosi di diverse competenze, dal titolo: “La scuola sconfinata di tutte e di tutti – oltre l’emergenza proposte per la città di Milano”. E cosa immaginare e proporre a Bologna?

2. SUSSIDIARIETÀ O SUPPLENZA?
Tutte queste iniziative sono indubbiamente meritorie ed indispensabili perché cercano di recuperare chi dalla scuola viene escluso, ma si prestano altresì ad una critica, che ritorna spesso nel dibattito sulla “sussidiarietà”, e cioè il rischio di “appaltare/scaricare al privato” – pur se sociale-solidale-politicamente corretto, ecc. – quello che dovrebbe essere compito, dovere e responsabilità del pubblico. Una sorta di delega a soggetti solidali e di buona volontà che permettono allo Stato di disimpegnarsi socialmente ed economicamente. Una sorta di piccoli presidi ospedalieri che mettono “cerotti” sugli esiti delle malattie, ma che non ne curano le cause, forse addirittura aiutando a perpetuarle… Una “foglia di fico” che prova a rimediare “a valle” ciò che si è determinato a monte per la mancanza di classi con numeri contenuti di alunni, insufficienti insegnanti di sostegno, mancanza di attenzione pedagogica ed innovazione didattica?

Interrogativi per la discussione seminariale:

  • Cosa fanno oggi il Comune di Bologna e quello di Milano per sostenere i ragazzi più fragili sia scolasticamente che socialmente? Quali punti di forza, quali di debolezza? Cosa è immaginabile prospettare di nuovo? E’ realizzabile una “Scuola aperta, diffusa e sconfinata” tutto l’anno, dove svolgere attività di recupero ma anche di “sperimentazione” di nuovi saperi e attività (ecologia, teatro, danza, graffiti, giornalismo…)?
  • Quali sono, come operano, di quali sostegni avrebbero bisogno i “doposcuola sociali”, le scuole popolari?
  • E’ ipotizzabile e auspicabile mettere in rete le varie esperienze diffuse ma spesso frammentate, con un coordinamento ed una regia “pubblica” da parte del Comune?
  • Quale rapporto tra impegno del “pubblico”, sussidiarietà e mutualismo?