Affinità e divergenze tra opere pubbliche, operazioni elettorali, repressione e problemi di partecipazione.
Sul progetto del Museo delle bambine e dei bambini al Pilastro vogliamo essere chiari.
Per Coalizione Civica portare un’infrastruttura culturale pubblica dedicata all’infanzia in periferia è una scelta giusta e coerente con l’idea di città che abbiamo: una città che investe nei quartieri popolari, nei bambini e nelle bambine, negli spazi pubblici di qualità. Se fatto bene, questo progetto è esattamente questo.
Sappiamo che in città ci sono coloro che vorrebbero tirare Coalizione Civica dal lato del pugno duro, della dimostrazione muscolare, della dissociazione con il nostro modo di interpretare il conflitto sociale.
Ancora una volta dunque, affermiamo che non crediamo che le contraddizioni politiche si risolvano militarizzando un quartiere e difendendo ogni cantiere con il manganello in mano. Non siamo mai stati dalla parte della repressione come risposta ordinaria al conflitto sociale. Riteniamo sbagliata la deriva verso una sempre più pesante criminalizzazione del dissenso, alimentata anche dal cosiddetto “decreto sicurezza”, la cui applicazione rischia di trasformare ogni conflitto in un problema di ordine pubblico.
Non crediamo nemmeno che al Pilastro la protesta sia del tutto un corpo estraneo al quartiere e siamo consapevoli che c’è una composizione sociale giovanile che proprio sulla militarizzazione del rione dove abita si radicalizza e si contrappone alle forze dell’ordine, come succede in ogni grandi città, in Italia e in Europa.
Ci pare al contempo che una parte di città ormai confonda l’essere di sinistra con la presa di posizione sempre dogmaticamente contro qualsiasi opera pubblica che il Comune di Bologna intende fare, in quanto ogni azione dell’amministrazione sarebbe volta all’ecocidio, al massacro dell’ambiente, al piacere sadico di tagliare gli alberi.
Coalizione Civica non rinuncerà al proprio spirito critico e alla propria vocazione a stare nelle contraddizioni, per provare ad interpretarle negli spazi di governo della città, né seguirà cartelli elettorali che soffiano su qualunque fuoco a prescindere dal merito delle questioni.
Coalizione Civica invece intende ostinatamente portare avanti un altro tipo di posizione in casi come quello di Futura, il Museo dei bambini e delle bambine. Una posizione che siamo convinti rappresenti molti di coloro che non hanno voce quando la polarizzazione, anche del linguaggio e delle accuse, è così forte.
Siamo altrettanto consapevoli che sono tantissimi cittadini e cittadine, molti di più della forza mediatica che esprimono, che sono favorevoli ad un progetto pedagogico pubblico, moderno, che rappresenta un’opportunità per il rione, sia al Pilastro che in tutta la città.
Essere critici e riconoscere i limiti dei percorsi partecipativi (e non è un caso che si stia lavorando alla riforma dei quartieri) non può portarci a dire che un percorso non ci sia comunque stato nei fatti, o definire ecocidio, una colata di cemento, una speculazione un’opera come questa. Che a fronte di 4 abbattimenti + 1 causa malattia e 9 trapianti, ne ripianta 38 (che i bambini che frequenteranno Futura vedranno crescere assieme a loro) e desigilla più suolo di quello che viene consumato, come abbiamo sempre chiesto di fare. Ma soprattutto che porta un investimento pubblico e una centralità di infanzia e associazionismo in un quartiere troppo spesso dimenticato dagli investimenti pubblici.
Continueremo a chiedere che il confronto con il territorio non si esaurisca con l’apertura del cantiere ma prosegua fino all’apertura del museo e oltre, affinché il progetto continui a incorporare bisogni e proposte che arrivano dal quartiere, a partire dalla necessaria chiarezza sulla gratuità degli spazi per chi vive nel Quartiere.
Questa è la ragione per cui siamo favorevoli all’opera e non l’abbiamo osteggiata.
Questa è la ragione per cui è importante chiarire al più presto le modalità gestionali e di accessibilità pubblica a questo spazio, che il rione e tutto il quartiere sia sempre più coinvolto e abbia risposte anche agli altri problemi che vengono sollevati, dai servizi, agli spazi Acer inutilizzati, all’arrivo del tram.
Sulle scuole Besta avevamo chiesto e ottenuto lo stop, visto l’impatto che l’opera aveva sul parco Don Bosco e la contrapposizione che si era creata, nonostante anche in quel caso non credevamo che la nuova scuola fosse un ecocidio, una speculazione, o una colata di cemento, perché il conflitto creatosi aveva ormai trasceso il merito della questione e si sarebbe provocata una frattura sociale troppo profonda.
Questa volta crediamo che ci sia una maggioranza che vede un’opportunità importante in questo progetto e noi ne facciamo parte. E allora crediamo sia necessario che davvero si ascoltino tutti quanti, nessuno escluso, per provare a ricostruire un dialogo che faccia prevalere ed emergere gli interessi del rione, anche i più contraddittori e divisivi, rispetto a quelli della strumentalizzazione politica.
Il punto per noi resta semplice: il progetto va portato avanti, migliorandolo dove possibile, rafforzando la partecipazione e garantendo trasparenza. Investire in uno spazio pubblico per l’infanzia in un quartiere popolare non è un errore: è una scelta importante per il Pilastro.
Coalizione Civica continuerà a stare lì, dentro questa discussione, con responsabilità e senza scorciatoie, perché il Pilastro merita politiche pubbliche all’altezza.
Coalizione Civica Per Bologna
