Stadio e Prati di Caprara: una proposta seria

By 7 luglio 2018articoli, notizie

Vorrei fare una proposta seria e organica al sindaco Virginio Merola, all’assessore Matteo Lepore e al presidente del quartiere Porto-Saragozza Lorenzo Cipriani. Ma anche al comitato Rigenerazione no speculazione e alla società del Bologna Fc 1909.

Certo non sono nessuno per fare proposte, sono un semplice consigliere di quartiere di Coalizione Civica Bologna. Come tale fornisco consigli e suggerimenti per il nostro territorio, da alcuni anni. Alcuni di questi non erano del tutto sbagliati: ho segnalato che il fondo scuole per ricostruire le Carracci era una follia e serviva piuttosto accendere un mutuo alla BEI. Quest’anno avete rinunciato al fondo scuole, acceso un mutuo alla BEI e finalmente i lavori partiranno. Ho cercato in tutti i modi di far conoscere quella che ho chiamato la “Stazione che non c’è”, presente in tutte le mappe, assente nella realtà: la stazione SFM Prati di Caprara, in un punto dove passano 4 linee del Servizio Ferroviario Metropolitano, fondamentale per il trasporto pubblico verso l’ospedale Maggiore e lo stadio, fondamentale per la riduzione del traffico veicolare nell’area ovest di Bologna. Quest’anno finalmente la stazione è in bilancio e si progetta di farci arrivare anche il tram, cosa buona e giusta. Quando due anni fa sono partite le prime indiscrezioni sul progetto dello stadio, vi ho chiesto quanto territorio eravate disposti a sacrificare sull’altare della compensazione. Avvisai che sacrificando aree naturali e sportive vi sareste cacciati in un vicolo cieco, scatenando la furia dei cittadini. E’ finita esattamente così.

Ora vorrei fare un proposta organica, che altro non è che la somma di cose che consiglio da tempo. Vi chiedo solo di leggerla e valutarla.

STADIO: c’è un progetto per la ristrutturazione, che costa 60-70 milioni di euro. Saputo è disposto a investirne circa la metà, in cambio avrebbe l’usufrutto per 99 anni della struttura e delle nuove attività commerciali all’interno. Il resto della cifra è da reperirsi a mercato con le “aree compensative”, leggasi supermercato al Cierrebi e outlet ai prati. Perché non pensare a un grande intervento pubblico e cittadino al posto di questa colata di cemento? Il Comune ha un bilancio in forte attivo e piani d’investimento di circa 100 milioni all’anno. Impiegando il 10% annuo di questa cifra, per i 3 anni previsti di lavori, il Comune potrebbe coprire quasi la metà delle spese per la ristrutturazione. Per la parte residua io penso si dovrebbe coinvolgere i cittadini e i tifosi. Come si fece per l’edificazione del portico di San Luca: una grande operazione cittadina, in cui ognuno mette un mattone. Magari i bolognesi parteciperanno con una quota minima, ma simbolicamente importante. Il nuovo stadio, seppure in gestione a privati, sarebbe alla fine una struttura che appartiene all’intera città.

PRATI OVEST: qui è dove la società tedesca ECE avrebbe in programma la costruzione dell’outlet della moda. Attenzione che (vado un attimo sul tecnico, ma chi ha strumenti per intendere, capirà) nella valsat al POC 2016 arpae specificava che la sostenibilità del piano non era documentata. E nelle controdeduzioni il Comune esplicitava che i progetti attuativi sarebbero stati oggetto di successiva valutazione d’impatto ambientale. E ho da poco scoperto che quell’area, in cui la densità forestale supera abbondantemente il 20%, nel PRG 1969 non era classificata zona omogenea B (come i prati est) ma era classificata zona C. Questo offre possibilità sino ad ora non esplorate, consiglio di avvisarli (ECE, Saputo e Maccaferri) di questo fatto.
Ma ero qui per fare proposte, le faccio: sull’area insiste la fondazione Golinelli da un lato, l’Università e il CNR, dall’altro. Nel mezzo ci sarà a breve una stazione, dove già passano 4 linee SFM e in futuro il tram. Vi sono grandi magazzini in mattoni, per nulla brutti, forse in parte tutelati dalla soprintendenza, che si potrebbero riqualificare. A me pare evidente cosa si potrebbe fare in quell’area, una cosa che a Bologna serve da sempre: un CAMPUS universitario. Mettendo allo stesso tavolo Fondazione e Università e facendogli chiaramente sganciare qualche risorsa. Credo ci sai pure, già pronto, un progetto dell’architetto Mario Cucinella.

PRATI EST: i prati est sono 27 ettari di bosco urbano intorno al principale ospedale della città. L’idea di abbattere migliaia di alberi per farne mille alloggi che resterebbero vuoti come la trilogia Navile, strade, parcheggi, è una bestialità. Aprire e rendere fruibile questo bosco sarebbe invece una delle opere più innovative di questo secolo. Sarebbero il più GRANDE BOSCO URBANO SPONTANEO D’EUROPA, verrebbero a studiarli naturalisti e urbanisti da tutto il mondo. Si può fare compatibilmente con la bonifica bellica? Si, per mantenere l’area a bosco è sufficiente una bonifica superficiale fatta come prescrivono i militari: SALVAGUARDANDO le piante ad alto fusto e le matricine (gli alberi giovani), tagliando solo ciò che ostruisce gli apparecchi cerca mine. Non è necessario ripiantumare, se non dove si rilevasse ordigni, e in poco tempo il bosco sarebbe più vivo di prima. Come si fa con gli “accampamenti”? E’ chiaro che un bosco aperto e vissuto sarebbe anche sicuro, perché scoraggerebbe a tornare. Chi accudirebbe, in seguito, i 27 ettari di bosco? I cittadini stessi, nel comitato vi sono centinaia di persone disposte a organizzarsi come guardie ecologiche volontarie e l’eventuale vittoria nella classifica del FAI porterebbe anche risorse economiche. I costi? Una bonifica superficiale su tutta l’area potrebbe costare intorno a un milione di euro. Una cifra affrontabile per il Comune, ma si possono sicuramente chiedere fondi europei per le green infrastructure (e questa infrastruttura verde sarebbe un esempio per tutta Europa). Un’ultima opposizione: ma Invimit ci deve guadagnare qualcosa. I guadagni, in termini ambientali e di salute, per tutta la collettività, sarebbero enormi.

CIERREBI: il suo destino è esplicitato nello stesso progetto: la cittadella dello sport. Le attività sportive che ora sono allo stadio avranno bisogno di altri spazi. Trovandosi esattamente a metà strada potrebbe diventare anche una tappa fondamentale nel percorso ciclo-pedonale tra la stazione (e bosco) dei prati di caprara e lo stadio, guadagnandone in visibilità. Al Cierrebi c’è anche una bellissima piscina all’aperto, una delle poche di tutta Bologna. Infine vorrei ricordare che c’è ancora una convenzione in essere con il quartiere per l’uso degli impianti sportivi, alcune ore la settimana, per associazioni, bambini e anziani, la vendita a Maccaferri non l’ha annullata.

Era una proposta seria e organica, l’avevo scritto, quindi purtroppo anche lunga. Spero siate arrivati in fondo e ci stiate riflettendo. Ringrazio chi l’ha fatto e sono apertissimo ad osservazioni.

Fausto Tomei – consigliere del Quartiere Porto Saragozza

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