“Abito in Cirenaica, è l’assemblea giusta?”

Assemblea Coalizione Civica Quartiere S.Vitale – S.Stefano

02/02/2016 Vicolo Bolognetti.

Piazza Santo StefanoLa questione bollente della recente riorganizzazione dei quartieri S.Vitale/S.Stefano/S.Donato si pone fin da subito e in maniera naturale all’avvio dell’assemblea di quartiere di Coalizione Civica con il dubbio di molti partecipanti di essere nel forum di discussione giusto: “ Abito in Cirenaica, è l’assemblea giusta? Devo andare in S. Donato?” Si chiede qualcuno. Cartina tornasole della confusione che regna su questa riorganizzazione.

In effetti la ridefinizione di tali confini non è cosa di poco conto e anche nel corso della riunione emerge quanto in questo modo sia ancora più complessa ed eterogenea la composizione di un quartiere che, oltre alle differenze tra centro e periferia, si ritrova a contenere al tempo stesso le vie commerciali più importanti e la zona universitaria.

E’ proprio dallo spunto di due commercianti della zona che parte il confronto sulla retorica del “degrado” e sulla sicurezza percepita: questioni che si sono rivelate centrali tanto in zona universitaria quanto per la vittorie della destra nel quartiere S. Stefano. Opporre le relazioni di prossimità a soluzioni securitarie quali telecamere in ogni angolo o peggio ancora ronde di quartiere sono stati concetti espressi da più interventi.

La sala si riempie e così si approfitta per fare un rapido giro di presentazioni, utile a restituire una panoramica della composizione: commercianti, cittadini già tesserati alla ricerca da anni di alternative al centro sinistra, appartenenti al direttivo e firmatari della prima ora della coalizione, attivisti di varie esperienze in quartiere, ricercatrici dell’università e diversi studenti, tra i quali anche alcuni non residenti, che ci tengono a dare il proprio contributo alla dibattito nonostante non avranno diritto al voto in primavera.

Prende poi la parola un attivista di Labàs, che racconta l’esperienza nata dall’occupazione dell’ex caserma Masini “non come paradigma” dice, ma in quanto esperimento di mutualismo e cooperazione sorto sulle rovine della speculazione che fonda le sue radici sui luoghi abbandonati della città. Il tema del mutualismo e della cooperazione verrà ripreso da più interventi che evidenzieranno come sia indispensabile la presenza sul territorio, per far conoscere ai cittadini il percorso della coalizione e l’alternativa di governo che questo soggetto può mettere in campo. A tal proposito si citano diversi esempi, dalle precedenti esperienze elettorali al referendum sulla scuola, fino alle social street, registrando al contempo una minore presenza degli iscritti in coalizione nelle periferie e nei quartieri popolari, elemento questo che dovrà essere ripreso e affrontato nelle prossime assemblee di quartiere.

Ci si è infine interrogati sulla relazione tra città universitaria e quartiere: benché la stragrande maggioranza di iscritti all’università non è compresa nel corpo elettorale di Bologna, non si può ignorare il ruolo fondamentale dell’università nella costruzione di un’idea diversa della città e della zona San Vitale-Santo Stefano in particolare. Alcuni presenti evidenziano come ignorare questo elemento, concentrando l’attenzione unicamente su coloro che hanno diritto al voto, significherebbe non considerare una parte della città che ogni giorno la vive e ne fa parte, soluzione adottata da tutti i partiti nelle precedenti campagne elettorali.

L’assemblea si chiude con la scelta del nuovo coordinatore di quartiere che avrà il compito di riconvocare il prossimo incontro.

Il lavoro in quartiere è appena iniziato, gli spunti sono tanti e la partecipazione a questa prima assemblea post-tesseramento fa ben sperare.

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