L’approvazione del nuovo Patto di integrità del Comune di Bologna rappresenta un passo importante nel lavoro avviato in questi anni per rafforzare trasparenza, legalità e tutela dei diritti umani nelle procedure pubbliche.

Come Coalizione Civica consideriamo significativo che il Comune abbia scelto di inserire nel Patto riferimenti espliciti ai Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, alla responsabilità delle aziende lungo le filiere produttive e alla possibilità di escludere operatori coinvolti in gravi violazioni dei diritti fondamentali.

Era un impegno che ci siamo presi dopo la visita di Omar Barghouti a Palazzo d’Accursio, ed è un risultato che nasce da un lavoro politico costruito nel tempo dentro il Consiglio comunale, anche attraverso l’ordine del giorno sugli appalti etici presentato da Coalizione Civica e approvato all’unanimità il 22 aprile 2024.

In un contesto internazionale segnato da conflitti, sfruttamento, violazioni dei diritti umani, riteniamo giusto che anche le amministrazioni locali si assumano la responsabilità di utilizzare gli strumenti a loro disposizione per promuovere coerenza tra valori dichiarati e pratiche amministrative.

Crediamo che tra le tante cose che lo straordinario movimento contro il genocidio del popolo palestinese ci ha insegnato, ci sia il fatto che oltre alla mobilitazione e la sensibilizzazione ognuno deve fare la propria parte per interrompere la filiera dall’economia delle guerre e del genocidio.

È lo stesso motivo per il quale ci siamo fatti carico di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese.

Sappiamo, come ha riconosciuto il movimento BDS che ringraziamo, che il lavoro non finisce qui e che non saranno queste novità del patto di integrità negli appalti a fermare questa filiera, ma se ancora una volta l’esempio di Bologna fosse replicato in tutte le città, si aprirebbe una breccia importante.

Naturalmente occorrerà verificare come questi principi verranno applicati concretamente nei bandi, nei controlli e nei rapporti con gli operatori economici. Ma riteniamo positivo che Bologna abbia scelto di dotarsi di strumenti più avanzati sul terreno degli appalti etici e della prevenzione delle violazioni dei diritti umani.

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