Tuteliamo i soggetti deboli: non si può morire attraversando la strada

 

E’ delicato parlare del tragico incidente stradale di mercoledì pomeriggio, che ha visto la morte della 79enne Maria Lolli travolta da un camion in via Emilia Levante. Eppure dobbiamo farlo.

Dobbiamo farlo perché i dati ci parlano di un aumento di incidenti mortali in cui sono coinvolti i soggetti più deboli della strada: pedoni e ciclisti. Quasi la metà delle vittime di strada sono pedoni. Un altro dato: la maggior parte degli incidenti non avviene, come ci si potrebbe aspettare, nelle prime ore dell’alba dei weekend, bensì tra le 18 e le 21, nell’orario del rientro dal lavoro.

Non stiamo parlando di guida in stato di ebrezza ma di attraversamenti pedonali pericolosi o poco segnalati, di immissioni di strade laterali su principali con scarsa visibilità.

Le soluzioni sono tante, dai dissuasori a una maggiore segnaletica fino alle strisce luminose, suggerite da Mauro Sorbi dell’Osservatorio per la Sicurezza Stradale.

Per questo motivo oggi in Question Time ho chiesto all’Assessora Irene Priolo quali provvedimenti intende mettere in campo l’amministrazione per tutelare i soggetti deboli della strada.

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