40° anniversario della strage alla stazione: Bologna merita una celebrazione con corteo e presidio in sicurezza

By 27 Luglio 2020notizie

Dopo il Question Time di Venerdì 24 Luglio anche oggi siamo intervenuti in Consiglio comunale per chiedere di rivedere la decisione di celebrare in forma ridotta questo 40° anniversario della strage del 2 agosto, presentando un ordine del giorno a sostegno della nostra richiesta.
Crediamo che, nonostante l’emergenza sanitaria, si possa organizzare un corteo in sicurezza, un presidio in Piazza delle Medaglie D’Oro magari con l’accesso contingentato che garantisca una capienza massima, nell’anno che vede la giustizia avvicinarsi anche ai mandanti della strage.

L’intervento in aula della nostra Consigliera Emily Marion Clancy.

“Grazie Presidente,
dopo il Question Time della scorsa settimana, (a cui non ho potuto ricevere risposta in aula – a cui ho appena ricevuto risposta in aula dal sindaco, che ringrazio) torno a intervenire sulle modalità di svolgimento delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 Agosto 1980 e le modifiche ad esse apportate a causa dell’emergenza sanitaria.

Faccio una doverosa premessa: il 2 Agosto è un giorno che deve unire tutte e tutti noi e tutte le osservazioni fatte finora hanno mantenuto, anche nel porre dubbi e domande, la sobrietà che si confà a questo rito laico che la nostra città celebra ogni anno, ricordando che la memoria è un ingranaggio collettivo. Intendo continuare in questo senso e faccio questa premessa per sgomberare il campo da polemiche.

Come ha detto oggi in aula il Sindaco Merola, che ringrazio per la risposta che ha deciso di dare in aula anche alla mia domanda d’attualità, quest’anniversario non è importante solamente perché si tratta del quarantennale, di una cifra tonda.

È fondamentale perché l’anno del processo ai mandanti, perché “nelle carte della procura generale scorre una parte della storia del paese oscura e inaccettabile”, perché se non si sono arresi i famigliari delle vittime a pretendere la verità e la giustizia ad anni di distanza, sostenerli è il nostro dovere morale di concittadini e concittadine solidali, orgogliosi, semplicemente: bolognesi.

Il Comune di Bologna sarà parte civile nel processo, c’è grande felicità per la visita del Presidente Mattarella che incontrerà le famiglie delle vittime delle stragi che segnarono l’estate 1980 e la storia della nostra città: la strage Ustica del 27 giugno e quella alla nostra Stazione Centrale il 2 Agosto. Queste sono e rimangono ottime notizie per tutte e tutti noi.

Ma il motivo che mi portava a fare un question time la settimana scorsa, il motivo che ha portato tante e tanti cittadini, famigliari delle vittime, esponenti del mondo della cultura e della politica, a interrogarsi su se invece si potesse svolgere comunque la celebrazione, seppur con le dovute accortezze, con il corteo, il fischio della locomotiva e il minuto di silenzio in stazione.

Lo chiediamo non perché non capiamo i rischi ancora attuali di una pandemia, ma perché sappiamo che manifestazioni di altra natura si sono potute e si potranno invece svolgere, naturalmente nel rispetto della normativa per il contenimento della diffusione del virus.

C’è chi ha parlato della Notte Rosa, chi ha portato ad esempio diversi presidi politici che si sono tenuti o si terranno, chi affollati cortei religiosi tenutisi in città a maggio.

Allora mi chiedevo, come tante e tanti altri, senza caparbietà, ma perché sento di dover fare un ultimo tentativo: possiamo organizzare un corteo in sicurezza, un presidio in Piazza delle Medaglie D’Oro magari con l’accesso contingentato che garantisca una capienza massima, nell’anno che vede la giustizia avvicinarsi anche ai mandanti della strage. Questo l’oggetto di un ordine del giorno molto semplice che avevo preparato per questo intervento e che deposito comunque ai lavori chiedendone la trattazione urgente.

Oggi il Sindaco ha detto che ha sentito stamattina Paolo Bolognesi, non conosco il contenuto della conversazione quindi sono aperta a rivedere le mie considerazioni, ma cito quanto letto proprio in questi giorni. “Io sono perché un momento pubblico davanti alla stazione alle 10.25 ci sia”, dice il presidente Paolo Bolognesi. “E’ possibile farlo. I discorsi ufficiali si possono tenere prima in Piazza Maggiore. Poi i familiari raggiungeranno la Stazione, una delegazione entrerà nella sala d’aspetto di seconda classe a rendere omaggio ai morti, e alle 10.25 ci possiamo ritrovare fuori, nel piazzale, per aspettare insieme ai cittadini il fischio del locomotore e osservare il minuto di silenzio. Noi abbiamo bisogno della vicinanza e del calore dei cittadini. Per questo rinnovo loro l’invito a essere con noi il 2 agosto, in sicurezza”.

Il corteo del 2 agosto è da sempre, da prima della pandemia, un corteo di estrema dignità e sobrietà, che ha sempre saputo chiedere con fermezza e forza la verità che si deve ai familiari e alla città tutta, la verità di Stato, la verità di una strage neofascista. Lo ricordo perché illustri giornalisti in questi giorni hanno affermato che dopo il 25 Luglio 1943 non c’è più stato il Fascismo in Italia.

Che possa essere quest’anno un esempio di civiltà e dignità, di come si possa esprimere calore, solidarietà, e anche indignazione per una battaglia quarantennale per la verità, in modo esemplare e rispettoso della normativa sanitaria.

Bologna ha sempre saputo mostrarsi all’altezza delle difficoltà che ha dovuto affrontare. Dimostriamolo ancora una volta.”

Utilizzando il sito e continuando nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi