Legge regionale sulla omotransfobia: il Partito Democratico sta con chi stigmatizza o chi protegge?

By 9 Aprile 2019notizie

Era il 15 Maggio 2017 quando il Consiglio Comunale approvò l’ordine del giorno di Coalizione Civica Bologna per sollecitare la Regione Emilia Romagna ad approvare una legge contro l’omotransfobia. Eravamo già indietro rispetto a molte altre regioni.

Sono passati quasi due anni e il Partito Democratico Emilia-Romagna non solo non è riuscito ad approvare una legge quando governa in Regione, ma ora propone un emendamento vergognoso.

In una legge che dovrebbe proteggere i cittadini e cittadine LGBTIQ dalle discriminazioni vuole inserire un passaggio in cui:

  1. si parla di gestazione per altri. Cosa c’entra, in una legge contro l’omotransfobia, una pratica a cui ricorrono quasi esclusivamente le coppie eterosessuali?
  2. si equipara la gestazione per altri a violenza sessuale, abuso di minori, sfruttamento della prostituzione.
    Al netto della posizione che si possa avere sulla gpa – comunque non oggetto di questa legge – riteniamo anche solo proponibile equipararla a uno stupro?

L’unico risultato è che mentre il Partito Democratico discute sulla pelle delle persone lì fuori nel mondo reale ci sono cittadine e cittadini che ogni giorno vengono offesi, picchiati, minacciati, bullizzati a scuola fino a costringerli a abbandonarla, uccisi solo per la loro identità di genere o il loro orientamento sessuale.

Per questo, e per il preoccupante avanzamento anche nella nostra regione delle posizioni portate avanti dagli organizzatori del Congresso delle Famiglie di Verona, che giovedì saranno nella nostra città, vi invitiamo ai seguenti presidi:

  • Presidio alla Regione Emilia Romagna
  • 11 aprile: Bologna Città Transfemminista

A volte, in politica, la linea è netta. A volte c’è il bianco e c’è il nero. Proteggere le persone o stigmatizzarle.
Da che parte state?


Presidio alla Regione Emilia Romagna
Giovedì 11 Aprile 2019 dalle 17:00 alle 18:30
Regione Emilia-Romagna. Viale A. Moro, 52, 40127 Bologna, Italy

BASTA DISCRIMINAZIONI A BOLOGNA E IN TUTTA LA REGIONE
Giovedì 11 alle 17.00 a Bologna
Il Comitato Bologna Pride organizza un PRESIDIO in via Aldo Moro N. 50

Giovedì 11 alle ore 17.00 saranno a Bologna il direttore di CitizenGo Italia, il vice presidente del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, la referente nazionale Italia di Generazione Famiglia invitati da consiglieri regionali di Lega e Forza Italia nel corso della discussione sulla legge regionale sull’omotransnegatività, per prevenire e fronteggiare le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

Dopo il Congresso Mondiale delle Famiglie a Verona, tornano alla carica in Emilia Romagna contro la libertà di essere e di scegliere delle donne, delle persone lgbt*iq, per difendere “la famiglia tradizionale basata sul matrimonio indissolubile in cui la donna deve compiere il suo destino di moglie e madre”. Realtà come CitizienGo Italia, Provita Onlus e Generazione Famiglia fanno quotidianamente lobbying verso le istituzioni per dare i soldi ai movimenti pro-life nei consultori regionali come sta succedendo in altre regioni e in città dell’Emilia come Ferrara per limitare la libertà delle donne di ricorrere al l’interruzione volontaria di gravidanza.

Contro questa idea a Verona, sabato 30 marzo abbiamo manifestato il nostro dissenso insieme ai movimenti femministi e alla società civile laica e democratica.
Ci saremo e invitiamo a esserci anche questo giovedì a Bologna davanti alla sede della Regione Emilia Romagna, per contrastare le lobby cristiano integraliste che, con il supporto della Lega Nord e dei cattolici integralisti presenti in altri partiti, mettono a repentaglio i diritti e i valori conquistati per una società laica, solidale dove il rispetto delle donne e delle persone lgbt*iq+ è un aspetto fondamentale di ogni democrazia.
Non ci fermeranno! Non ci fermeremo!


11 aprile: Bologna Città Transfemminista
Giovedì 11 Aprile 2019 dalle 19:00 alle 22:00
Piazza del Nettuno, 40124 Bologna BO, Italia

La reazione scomposta alla marea femminista che il 30 marzo, in occasione delle tre giornate di Verona Città Transfemminista organizzate da NON UNA DI MENO , ha riempito le strade di Verona, non si è fatta attendere nemmeno a Bologna.
L’associazione neonazista Evita Peron, costola femminile di Forza Nuova, già autrice di blitz notturni ai centri antiviolenza di Bologna, Parma e Modena, e prima ancora di Ravenna, mercoledì sera ha tentato un “attacco” anche alla Libreria delle Donne di Bologna , affiggendo messaggi minatori alla serranda della libreria. L’obiettivo, successivamente rivendicato sui social, era l’evento “Identità di genere nei libri per l’infanzia”, promosso dal progetto “Raising my rainbow. Bambin* gender variant tra gioco e società”. L’azione, è stata subito neutralizzata da un* passante che ha staccato i volantini di Forza Nuova lasciando un messaggio antifascista.

Quello che ci preoccupa non sono quattro volantini deliranti, bensì i forti legami che, come abbiamo visto a Verona, intercorrono tra il governo, i partiti di estrema destra e i gruppi ultracattolici presenti al Congresso Mondiale delle Famiglie (WCF). Azioni come queste sono la prevedibile conseguenza del clima d’odio orchestrato e agito in quell’occasione e ormai diffuso. Un’intolleranza violenta, legittimata dalle istituzioni, a molti livelli, come dimostra l’incontro che verrà ospitato a Bologna giovedì prossimo, 11 aprile, presso la sala polivalente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna: un “convegno”, intitolato “Sì alle leggi per la famiglia. No alla legge sulla omotransnegatività”, che darà ancora una volta spazio e voce a diversi neofondamentalisiti intervenuti allo scorso WCF. Non si tratta di un’iniziativa “democraticamente” innocua, anzi, il disegno politico che la sottende è repressivo, razzista e aggressivo: lo dimostrano gli atti intimidatori che la precedono, così come le proposte omolesbotransfobiche che da lì verranno fatte.
Per questo non intendiamo affatto essere “accoglienti” o “dialogare”, come ha suggerito invece a mezzo stampa il sindaco di Bologna.

Gli attacchi ripetuti all’autodeterminazione di donne, lesbiche, gay, persone trans e intersex, di qualsiasi età, si sommano e si riflettono nella violenza razzista, istituzionale e sociale. Non basta appendere bandiere rainbow alle finestre del Comune, nessuno spazio deve essere concesso alla violenza dei neofondamentalismi e dei fascismi.
Non Una di Meno lotta quotidianamente nelle case e nelle strade di tutto il mondo per un futuro e un presente femminista, che non lasci nessun* indietro. Risponderemo come sempre a queste derive e a questi attacchi: con migliaia di voci, irriducibili alle norme di genere, arrabbiate e vitali, contro la reazione familista e fascista.
Gli spazi femministi non si toccano, non si toccano le nostre vite, le nostre scelte.

Organizziamo collettivamente la rabbia, sempre e ancora una volta, trasformandola in potenza gioiosa come a Verona. Per ogni attacco ricevuto saremo mille in più e #nonunadimeno .

Giovedì 11 aprile, ci ritroviamo in piazza del Nettuno:

⚡️ dalle 18.00, al Presidio per Nasrin Sotoudeh promosso dalle Donne in nero – Bologna , contro tutti i neofondamentalismi e i fascismi

⚡️ dalle 19.00 per prepararci a risignificare il centro della città con i nostri corpi desideranti, le nostre voci, altissime e feroci, e i panuelos fucsia, simbolo delle lotte femministe nel mondo.

🐉 “Non metterti mai tra un* drago e la sua rabbia”: seguilo, libera il desiderio, genera lotte! 🔥

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