Autonomia differenziata, quali le conseguenze sulla scuola?

By 9 Aprile 2019notizie

L’autonomia differenziata delle regioni è un futuro vicino, e più si avvicina più appare ambigua e pericolosa.

Per ora l’iniziativa è stata di Emilia-Romagna, a partire dalla risoluzione consiliare del 3 ottobre 2017, Veneto e Lombardia a partire dai referendum regionali consultivi di fine ottobre 2017; ma tutto già si prefigurava nell’art. 116, comma 3, Costituzione, così come modificato con la cosiddetta “riforma del Titolo V” voluta dall’Ulivo nel 2001.

Il regionalismo rischia di essere elemento di introduzione di disugualianze nel Paese, andando a intervenire proprio nelle due istituzioni cardine di garanzia dei principi costituzionali di ugualianza: quello della Pubblica Istruzione e della Sanità.

Per questo, come Coalizione Civica Bologna, seguiremo con attenzione e parteciperemo attivamente alla Giornata di Mobilitazione promossa da un ampio fronte di Associazioni e organizzazione sindacali del mondo della Scuola (Rete della Conoscenza, Link Bologna – Studenti Indipendenti e Unione degli Studenti, Comitato Articolo 33, Cesp – Centro Studi per la Scuola Publica, Mce, Libertà e Giustizia, Scuola e Costituzione Bologna, Adotta la LIPa, NO Invalsi, oltre alle sigle sindacali)
Indetta per mercoledì 10 aprile – dalle ore 8.30 alle ore 14.00 presso l’Università degli Studi di Bologna- Aula B del Plesso Ranzani, via Ranzani 14/B. NO alla regionalizzazione dell’istruzione

Per una lettura, il testo distribuito gratuitamente da Laterza dell’economista Gianfranco Viesti, Verso la secessione dei ricchi? .

Per una già ricca documentazione, dal 2007, e per il documento nazionale del 15 febbraio 2019 ( firmato da 30 tra sindacati e associazioni) nel quale l’azione bolognese si inserisce, si veda il sito del comitato Scuola e Costituzione


NO alla regionalizzazione dell’istruzione
Mercoledì 10 Aprile 2019 dalle 08:30 alle 14:00
Università degli Studi di Bologna Aula B del Plesso Ranzani – Via Ranzani, 14/B

Giornata di mobilitazione
con la presenza delle segreterie nazionali scuola e rappresentanti delle associazioni di genitori, studenti, insegnanti – organizzata in 2 assemblee sindacali convocate da TUTTI I SINDACATI, una dalle 8:30 alle 10:30 e una dalle 11:30 alle 13:30.

Approfondimenti tecnici di:
Prof. ANDREA MORRONE docente di diritto costituzionale, Unibo
Prof. MARIO RICCIARDI docente di diritto del lavoro, Unibo

Le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno fatto richiesta formale al Governo di “Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” anche riguardo alle “norme generali sull’istruzione”, ai sensi dell’art. 116 della Costituzione.

Lombardia e Veneto chiedono che tutta l’istruzione passi sotto il controllo regionale: programmi, dirigenti, personale e ufficio scolastico. L’Emilia Romagna chiede il passaggio alla Regione dell’Istruzione professionale, la possibilità di integrare l’organico statale con un organico regionale e risorse certe per programmare l’offerta scolastica. Altre Regioni sembrano seguire la strada autonomistica.
Il rischio evidente è di avere tanti sistemi scolastici diversi regione per regione, con programmi, titoli di studio e gestione del personale locali.

Anche l’autonomia differenziata dell’Emilia Romagna è pericolosa per l’istruzione.
La scuola è un’Istituzione a fondamento dell’unità nazionale del paese bisogna fare il possibile per fermare questa deriva scissionista.

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