Ludopatie, gioco d’azzardo e mafie. A Bologna ed in Emilia-Romagna

By 21 Dicembre 2017post nel blog

140 MILIONI DI EURO ALL’ANNO SOTTRATTI AI BOLOGNESI CON LE SLOT

Il gruppo editoriale l’Espresso ha realizzato un database Incrociando i dati di popolazione (Istat), reddito (Mef) e raccolta gioco (Aams), con cui è possibile scoprire quanto giocano gli italiani con le slot machine, in ogni comune.

A Bologna, nel solo 2016, sono stati giocati 534 MILIONI di euro. Quasi l’ammontare dell’intero bilancio comunale.

Qual è la percentuale di vincita? il 74%. Vuol dire che, in media, per ogni giocata, il 26% viene PERSO.

Chi lo intasca? Il 6% lo STATO, per legge, come tasse per ogni giocata. Il restante 20% va ai costruttori delle macchinette, ai gestori del sistema e delle sale. Vuol dire che ogni anno 32 MILIONI escono dalle tasche dei giocatori bolognesi e vengono trasferiti alle casse statali. Altri 108 MILIONI contribuiscono a rendere miliardari i gestori di questa follia. Tra cui il controllore del gioco: la SISAL, cioè di nuovo lo STATO.

Per non parlare del gioco online, scommesse, gratta e vinci, giochi tradizionali come il lotto. Praticamente un rastrellamento continuo di risorse dalle classi più povere e disperate verso una piccola banda di miliardari e verso lo stato biscazziere.

Lo stato poi ne restituisce al Comune una parte, con i vari PON e compagnia cantante di fondi a pioggia, in genere sotto elezioni.

Nello scorso mandato, nel Quartiere Saragozza, chiedemmo alla questura di chiudere una sala scommesse in Piazza San Francesco, praticamente di fianco alla basilica. Tempo una settimana il proprietario fece ricorso e la sala riaprì: NON ESISTE alcun modo a norma di legge di fermare questa rapina legalizzata.

A volte penso che dovremmo organizzarci e distruggere le slot a mazzate.
– Eh, ma se non ci pensa lo stato, se ne occupa la mafia! – Vi dirà qualcuno.
Ma la MAFIA E’ UGUALMENTE nel business. Ed è socia in affari. Da sola non avrebbe i mezzi per produrre un disastro di questa entità.

(per il video un grazie a Caterina Bonori e Gaetano Gato Alessi)

 

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