Trilogia Navile: favole ed incubi

By 25 Gennaio 2018notizie

 

Scoperto un cadavere tra i materiali di risulta della Trilogia”. Oggi, leggendo una articolo di Valerio Varesi su la Repubblica Bologna, si scopre che un cadavere è emerso dai materiali di risulta del Partito Democratico di Bologna (anche ideologici) di cui la Trilogia Navile è uno dei migliori esempi nazionali. Merito di Virginio Merola l’averne compiuto l’indefessa ricerca ed infine l’agognato ritrovamento sotto la caserma dei Carabinieri (già xm24). E tutto il lustro meroliano, e i suoi 5 anni all’urbanistica (2004-2009), pieni pieni, sono occorsi: il cadavere aspettava infatti di tornare alla superficie dal 1962 del sindaco Dozza. Ora tuttavia è qui, di fronte a tutti: è il cadavere parlante di John Maynard Keynes. Cadavere che racconta favole belle, e più belle quando mostrano il vero e il falso ai nipotini di Dozza: «C’era una volta, tanto tempo fa, un laboratorio urbanistico partecipato sull’area ex mercato ortofrutticolo di Bologna. Lo volle un assessore di nome Virginio Merola. Si discusse tanto, se ne parlò tanto… Passò il tempo, draghi ed intemperie imperversarono, lutti corruzioni e defezioni portarono a sindaco Virginio Merola e ad ogni colpo le cose pensate, dette e volute cambiavano. Ora si contano le briciole che sono rimaste: la Casa della Salute, la scuola e la tettoia “Nervi”. La Casa della Salute sembra in dirittura d’arrivo. Finita, forse. Piccola, pare. L’unica cosa certa è che, a giorni dalla prevista apertura, nessuno ne sa niente.
Della scuola si parla da sempre, ma i finanziamenti sono al momento solo parole, e le “Federzoni” sono invecchiate tanto; e si vede. Quanto alla sistemazione della tettoia “Nervi”, che di Nervi non è, valutazioni errate dei lavori necessari l’hanno trasformata in un pozzo di spese senza fondo.
Ora si cambia ancora. Si parla addirittura di un palazzo in mezzo ad uffici, che non si sa da chi saranno occupati; forse diventeranno appetibili comunque perché vicino a stazione. Forse no: tutti i negozi sono fuggiti per gli affitti troppo alti già dai progetti precedenti. I debiti non sono spariti, ma è sparita qualunque priorità per l’edilizia sociale. E gli abitanti della zona sanno cosa significhi aprire dei cantieri: tempi infiniti fra quotidiani cambiamenti di idea e varianti dell’ultimo momento. Sarà la stessa via crucis dei lavori della stazione Alta Velocità o rimarrà la stessa palude che da anni soffoca il Lazzaretto?». La favola, che non è una favola, non finisce con il principe azzurro. Neanche con un amante raffazzonato. Virginio Merola è riuscito solo a rendere palese ai suoi cittadini che l’unica cosa che conta è emettere parole che piacciono. Specialmente in tempi elettorali.

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