Bologna è antifascista

By 5 dicembre 2017notizie

Approvato in Consiglio Comunale l’ordine del giorno di Coalizione Civica perché anche a Bologna l’antifascismo e l’adesione alla Costituzione siano requisiti per concedere sale e spazi pubblici.

Ci sono voluti sei mesi e un enorme sforzo collettivo in aula con la richiesta di mozione a oltranza insieme a tre ore di assurdo ostruzionismo delle forze di destra presenti in Consiglio Comunale, ma ce l’abbiamo fatta. Anche nella nostra città, Medaglia d’Oro della Resistenza, abbiamo votato un ordine del giorno per chiedere che le sale e gli spazi comunali vengano concessi – solo e soltanto – a chi dichiari di aderire alla Costituzione e alle leggi antifasciste del nostro Ordinamento.

Ringrazio tutte le colleghe e tutti i colleghi Consigliere e Consiglieri che l’hanno sottoscritto e votato.

L’ntervento in aula della nostra Consigliera Emily Clancy che ha introdotto la discussione
“Il fascismo non è un insieme di simboli o un incidente di percorso nella Storia: è una concezione del mondo che continua a manifestarsi, in forma più o meno elusiva. Nel nostro paese negli anni novanta c’era stato un forte allarme sociale per i “naziskin” di estrema destra, non a caso proprio in quegli anni fu approvata la Legge Mancino. E’ sotto agli occhi di tutti che c’è un nuovo vile e anticostituzionale rigurgito fascista nel nostro paese come nel resto del mondo.  Guardiamo solamente ai fatti più recenti:
Non devo ricordare di aver sentito con le mie orecchie al Baraccano parlare di “amore per la razza bianca”, contesto nel quale è nata la proposta del mio ordine del giorno per la concessione di sale e spazi comunali solo previa firma di una dichiarazione di rispetto della costituzione e delle leggi antifasciste del nostro ordinamento, come hanno fatto altre città, tra cui San Lazzaro, Chiaravalle, Caverzere, Siena, Milano, Torino e ora anche Budrio.
Non devo ricordare l’episodio della vicenda dell’affissione degli adesivi con Anna Frank in maglia giallorossa, perché è già stato oggetto di due ordini del giorno nella scorsa seduta di Consiglio Comunale. Ma voglio ricordare le svastiche apparse sulla scuola dedicata ad Anna Frank solo pochi giorni dopo, a Pesaro.
Non devo ricordare le intimidazioni subite dalle maestre e dalla comunità scolastica di Poggetto, San Pietro in Casale.
Non devo ricordare le innumerevoli lapidi dedicate alla memoria dei partigiani bruciate in modo vile e con il favore delle tenebre nella nostra città, episodio purtroppo sempre più frequente.
Non devo ricordare le scritte xenofobe o inneggianti al duce comparse sui muri di moltissime nostre vie del centro.
Guardiamo anche solo ai fatti dell’ultimo mese:
l’11 novembre la Polonia festeggerebbe l’indipendenza conquistata nel 1918, dopo oltre un secolo di dominazione straniera da parte di Russia, Austria e Prussia. Sarebbe uno dei loro anniversari più importanti, commemorato con parate e marce, ma dalla fine degli anni Duemila è diventato un’occasione per manifestazioni nazionaliste che attirano persone anche dal resto dell’Europa.
Quest’anno a quella manifestazione hanno partecipato decine di migliaia di persone con motti nazionalisti, frasi xenofobe e slogan religiosi. A quelle manifestazione a Varsavia hanno partecipato decine di migliaia di persone di gruppi di estrema destra, anche italiani, come Forza Nuova.
Tornado in Italia questo 28 novembre una ventina di militanti del Veneto Fronte Skinheads ha interrotto un’assemblea della rete Como senza frontiere. Hanno circondato il tavolo con fare minaccioso, leggendo un volantino contro “l’invasione” e concludendo con un: “E ora potete riprendere a discutere di come rovinare la nostra patria e la nostra città.” Di qualche giorno prima una scena analoga in provincia di Mantova, a Medole. 

A Budrio, dopo l’annullamento nel palazzetto dello sport dell’iniziativa di gruppi filofascisti e filonazisti mascherata da manifestazione di beneficenza, il Comune ha deciso di cambiare il regolamento sulla concessione degli spazi pubblici, una decisione arrivata dopo la protesta dei sindacati, dell’Anpi, dell’Arci e del Pd. Una decisione che a luglio chiedevamo che prendesse anche la città di Bologna.
Adesso l’ultima, nuova notizia. Forza Nuova vuole manifestare pubblicamente in Montagnola.
Non la chiamano ronda, ma “Passeggiata per la Sicurezza”, a cui invitano addirittura il sindaco Virginio Merola. 

Ma non possiamo sorprenderci troppo, in fondo ci sono esponenti di forze neofasciste eletti, legittimati come interlocutori televisivi o leader politici di forze presenti in quest’aula che parlano di “pulizia etnica controllata e finanziata” che starebbe subendo il popolo italiano.
Allora è arrivato il momento di porre un argine a questi rigurgiti fascisti, chiederò pertanto con l’apposita mozione l’anticipo del mio ordine del giorno per concedere sale e spazi comunali di Bologna solo previa dichiarazione di adesione alla Costituzione e ai principi antifascisti del nostro ordinamento, come fatto nel frattempo in tante altre città”.

“Io non sono credente, ma rispetto la fede dei credenti; io sono socialista, ma rispetto la fede politica degli altri e la discuto, polemizzo con loro, ma loro sono padroni di esprimere liberamente il pensiero. Il fascismo no, il fascismo lo combatto con altro animo: il fascismo non può essere considerato una fede politica; il fascismo è l’antitesi delle fedi politiche, il fascismo è in contrasto con le vere fedi politiche perché il fascismo opprimeva chi non la pensava come lui”.
Sandro Pertini

 

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