Carcere e coronavirus

By 9 Marzo 2020notizie

L’ordine del giorno che abbiamo presentato in Consiglio Comunale

Lunedì 9 Marzo la nostra consigliera comunale Emily Marion Clancy è intervenuta in inizio seduta per ricordare che il grado di civiltà di un paese non si misura dallo stato dei suoi palazzi, ma da quello delle sue carceri.
Ha inoltre presentato un ordine del giorno di cui ha chiesto l’ammissione in via d’urgenza ai lavori odierni.

Domenica, infatti, era scoppiata una protesta nel penitenziario di Modena che ha determinato la morte di sei detenuti e il ferimento di circa 18 detenuti, di cui 6 in modo grave, e due agenti della polizia penitenziaria.

Proprio per evitare che tale gravissimo scenario possa replicarsi anche a Bologna e in qualsiasi altro carcere sul territorio cittadino, abbiamo presentato un ordine del giorno, che è stato ammesso alla trattazione urgente e approvato nel corso della seduta.

ORDINE DEL GIORNO DEL GRUPPO CONSILIARE COALIZIONE CIVICA PER BOLOGNA

Ritenuto che
Il grado di civiltà di un paese non si misuri dallo stato dei suoi palazzi, ma da quello delle sue carceri.

Considerato che
In un contesto di altissima tensione determinato dalla paura che vi fosse un caso di positività al Coronavirus nel carcere Sant’Anna di Modena e dalle misure restrittive decise dalle autorità carcerarie per contenere il diffondersi del coronavirus (SARS-CoV-19) domenica 8 Marzo è scoppiata una protesta nel penitenziario di Modena che ha determinato la morte di sei detenuti e il ferimento di circa 18 detenuti, di cui 6 in modo grave, e due agenti della polizia penitenziaria.
Stando alle prime ricostruzioni due detenuti sarebbero morti di overdose, mentre il terzo sarebbe stato rinvenuto in stato cianotico, e gli accertamenti sulle cause della sua morte sono ancora in corso. Altri tre detenuti sono morti nelle carceri dove erano stati trasferiti in seguito alla protesta: a Parma, Alessandria e Verona.

Premesso che
La nota del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria presso il Ministero della Giustizia del 26 febbraio 2020 “Indicazioni specifiche per la prevenzione del contagio da corona virus – regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Sicilia” indica che:
“A tale scopo può risultare funzionale ed idoneo assumere provvedimenti che tendano a:

– sospendere le attività trattamentali, per le quali sia previsto o necessario l’accesso della comunità esterna;

– contenere le attività lavorative esterne e quelle interne per le quali sia prevista la presenza di persone provenienti dall’esterno;

– sostituire i colloqui con familiari o terze persone, diverse dai difensori, con i colloqui a distanza mediante le apparecchiature in dotazione agli istituti penitenziari (Skype) e con la corrispondenza telefonica, che potrà essere autorizzata oltre i limiti.

Per ciò che riguarda le visite agli istituti, ex art. 67 Ord. Penitenziario, ed i colloqui con i difensori, appare opportuno richiedere che, in attuazione delle misure profilattiche delle Autorità ricordate, abbiano luogo solo attraverso l’utilizzo, da parte del visitatore o del difensore, dell’idoneo dispositivo di protezione.

In riferimento ai permessi ed ai provvedimenti concessori del regime di semilibertà, è necessario che ogni direzione avvii le necessarie interlocuzioni con gli organi giudiziari perché questi ultimi valutino la possibilità, caso per caso, di sospendere temporaneamente l’efficacia dei provvedimenti adottati.”

Premesso che
Con riferimento alla circolare del 25 e 26 Febbraio u.s. sono stati disposti, nella casa Circondariale di Bologna “Dozza”:
– il divieto di accesso per tutti i volontari e le volontarie, 

– la sospensione di tutte le attività trattamentali,
– il divieto di accesso per tutti gli insegnanti e formatori.
Anche nell’istituto penale per minori di Bologna attualmente sono vietati l’ingresso dei volontari e degli insegnanti e sono sospese le attività trattamentali.

Considerato che
Secondo i dati del Ministero della Giustizia (datati al 29 Febbraio 2020) La Dozza (Casa Circondariale Rocco D’Amato) ha una capacità regolamentare di 500 detenuti e detenute.
Attualmente sono presenti 891 detenuti (di cui 80 donne). La percentuale di sovraffollamento è dunque del 178,20%
Parimenti preoccupanti sono i dati circa la percentuale di sovraffollamento di quasi tutte le altre case circondariali emiliano-romagnole, con la sola esclusione di Parma e Castelfranco (Ferrara 153,69%, Forlì 124,31%, Modena 152,30%, Piacenza 128,35%, Ravenna 173,47%, Reggio Emilia 144,11%, Rimini 138,98%.)

Premesso che
Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, in un’intervista al Corriere della Sera del 9 Marzo ha affermato che:
“Il blocco degli incontri diretti fino al 22 marzo può avere senso se nel frattempo l’amministrazione si impegna perché siano realmente sostituiti con i colloqui a distanza […] con i collegamenti via skype, che però devono essere estesi a tutti, e non riservati ai circuiti della media sicurezza come ora; anche i reclusi in alta sicurezza devono averli. E l’aumento delle telefonate, sempre in sostituzione delle visite, deve essere non solo nel numero delle chiamate, ma anche nella durata. Inoltre va chiarito che la possibilità di sospendere i permessi premio e le uscite in semilibertà è sottoposta al vaglio dei magistrati di sorveglianza, senza automatismi, e questo significa decidere situazione per situazione, distretto per distretto”.
In una nota stampa del 24.02.2020, il Garante per i diritti delle Persone private della Libertà personale del Comune di Bologna, Antonio Ianniello, ha rilevato che
“In questo contesto emergenziale, si ritengono opportuni l’adozione di adeguate misure di informazione nei confronti delle persone detenute circa le principali misure igieniche da assumere per le malattie a diffusione respiratoria nonché il deciso incremento dell’attenzione circa l’igienizzazione degli ambienti in cui vivono le persone detenute e degli ambienti in cui lavorano gli operatori penitenziari, anche con riferimento alle dotazioni di dispositivi di protezione individuale. Stante la sospensione in atto dei colloqui, si ritiene inoltre opportuno l’ampliamento delle possibilità di effettuare comunicazioni telefoniche o via skype, laddove possibile.”

In un comunicato dell’08.03.2020, l’Associazione Antigone ha dichiarato:
Ribadiamo che di fronte a una situazione eccezionale come quella che sta vivendo tutto il paese va spiegato con calma ai detenuti cosa sta accadendo in riferimento alle limitazioni assunte per rispondere all’emergenza coronavirus. Ribadiamo con ancora più urgenza e determinazione che bisogna assicurare loro – in assenza di colloqui visivo – il diritto a comunicare anche giornalmente, telefonando ai propri cari, anche tramite l’utilizzo di skype, nonché la possibilità di uscire in detenzione domiciliare.

Vanno assunti tutti i provvedimenti necessari a ridurre la tensione e, nel frattempo, ci appelliamo a tutti i detenuti perché si interrompa ogni violenza.”

Ricordati
– L’ordine del giorno per sollecitare il Ministro della Giustizia ad avviare un piano di investimenti al Carcere della Dozza, P.G. N.: 304241/2018, approvato all’unanimità in data 16.07.2018.
– L’ordine del giorno per aumentare l’integrazione della casa circondariale e dei suoi operatori con la città di Bologna, P.G. N.: 38857/2014, approvato in data 29/09/2014.


Il Consiglio Comunale di Bologna

invita il Sindaco e la giunta


a sollecitare un’azione coordinata da parte delle autorità di sanità pubblica, della prefettura e delle direzioni degli istituti penali, in collaborazione con i garanti per i diritti delle Persone private della Libertà personale, affinché:
– siano monitorate le condizioni della Casa Circondariale di Bologna e dell’istituto penale per minori di Bologna;
– ove sia impossibile mantenere i colloqui de visu fra i detenuti e le detenute e i propri cari, siano loro garantite adeguate misure alternative per comunicare con i propri cari.
– sia garantita un’adeguata didattica e capillare informazione al personale, ai detenuti e alle detenute sulle misure di prevenzione della diffusione del COVID-19 e sui comportamenti igienici da adottare.

Rinnova l’invito al Sindaco
a sollecitare il Ministro della Giustizia affinché avvii un piano di investimenti per migliorare le condizioni del carcere della Dozza e di tutte le carceri italiane.


I Consiglieri Comunali
Emily Marion Clancy
Federico Martelloni 

La presenza al Carcere della Dozza durante il tardo pomeriggio e la sera di Lunedì 09.03.2020, mentre era in corso la rivolta.

La nostra consigliera Emily Clancy davanti alla Dozza durante il pomeriggio e la sera di lunedì, dove si è confrontata con le autorità penitenziarie, gli avvocati e le avvocate dei detenuti e i garanti delle persone private della libertà personale.

Il Question Time – che illustreremo alla prima seduta utile.

Solitamente il Question Time è il venerdì alle 11.30, ma questo venerdì 16 non è stato convocato perché il Consiglio Comunale si sta organizzando per convocare le sedute di commissione e di consiglio in teleconferenza per rispettare le nuove misure di contenimento della diffusione del coronavirus.
Tuttavia abbiamo già depositato un Question Time, che illustreremo alla prima seduta utile, quasi sicuramente mercoledì 18 alle 12.30:

Bologna, 12 Marzo 2020
     Al Signor Sindaco
                                                                            Virginio Merola

Domanda di attualità ai sensi dell’art. 58 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale seduta del 18 Marzo 2020

La sottoscritta Consigliera comunale Emily Marion Clancy,

Visti gli articoli di stampa apparsi in merito alla rivolta dei detenuti al carcere della Dozza;   

Considerato che in un contesto di altissima tensione determinato dalla paura che vi fosse un caso di positività al Coronavirus nel carcere Sant’Anna di Modena e dalle misure restrittive decise dalle autorità carcerarie per contenere il diffondersi del coronavirus (SARS-CoV-19) domenica 8 Marzo è scoppiata una protesta nel penitenziario di Modena che ha determinato la morte di nove detenuti e il ferimento di circa 18 detenuti, di cui 6 in modo grave, e due agenti della polizia penitenziaria. Lunedì, probabilmente per gli stessi motivi, è partita una rivolta anche al carcere della Dozza di Bologna, terminata solo martedì, che ha determinato la morte di due detenuti, e il danneggiamento dei locali, mentre non si hanno dati certi sul numero dei feriti.

Considerato il comunicato stampa congiunto dei garanti dei detenuti e delle persone private della libertà personale territoriali dell’Emilia-Romagna (Emilia-Romagna, Bologna, Ferrara, Parma, Piacenza), che così recita:
La  situazione che si è consumata a Modena con la tragica perdita di vite umane e che ancora si sta consumando in alcuni istituti penitenziari emiliano-romagnoli è gravissima. Per ora, è questa l’emergenza. A Bologna, da quanto viene riferito, è parte attiva della rivolta  un certo numero di persone detenute che ha preso possesso di sezioni detentive (e di ambulatori medici) con pesantissime conseguenze che non si è ancora in grado di quantificare. Nello stesso tempo bisogna evidenziare con forza che un numero consistente di persone detenute ha inteso adottare un comportamento responsabile, non partecipando ai disordini. Non è questo il tempo di interrogarsi in merito a eventuali profili che possano aver contribuito a far degenerare la situazione. ma s’intende ora lanciare un deciso e accorato appello per l’interruzione dei disordini, prima che le conseguenze si aggravino tragicamente. Resta ovviamente centrale la questione delle misure di prevenzione del contagio da covid-19 da assumere nel contesto penitenziario rispetto alla quali dovrà essere veicolata una corretta e puntuale informazione nei confronti delle persone detenute e la relativa adeguata possibilità di comunicare con i congiunti. Pare anche opportuno iniziare a valutare iniziative per l’adozione di misure di sostegno per le persone detenute indigenti affinchè abbiano aiuti economici per contattare le famiglie.S’intende infine esprimere vicinanza agli operatori dell’Amministrazione Penitenziaria, delle Forze dell’Ordine e dell’Ausl.

Considerato che in data 09.03.2020 il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno (P.G. 105866/2020) che riguarda il monitoraggio delle condizioni della Casa Circondariale di Bologna e dell’istituto penale per minori di Bologna; la richiesta di mantenere i colloqui fra i detenuti e le detenute e i propri cari, la garanzia di un’adeguata informazione sulle misure di prevenzione e sui comportamenti igienici da adottare

Pone la seguente domanda d’attualità
Per avere una valutazione politica dal Sindaco e dalla Giunta sul tema;
Per sapere dall’Amministrazione:
– quali siano le condizioni attuali dei detenuti e delle detenute alla Casa Circondariale della Dozza e quali misure si siano prese per garantire la loro incolumità;
– se siano previsti spostamenti dei detenuti e delle detenute;
– se sia prevista l’implementazione dei colloqui telematici fra i detenuti e le detenute e i propri cari nelle case circondariali e nell’istituto penale per minori di Bologna;
– se sia previsto lo svolgimento di corsi dell’Ausl sulle misure di prevenzione della diffusione del Covid-19 e sui comportamenti igienici da adottare all’interno delle case circondariali. 
La Consigliera Comunale
Emily Marion Clancy

Immagine in evidenza di Bologna Today

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