Città accogliente, il Partito Democratico cambia il segretario ma non perde il vizio

By 25 Marzo 2019notizie

Dopo l’approvazione del cosiddetto Decreto Sicurezza e la sua conversione in Legge n. 132/2018, a gennaio scorso, nella prima seduta del Consiglio comunale del 2019, presentammo due ordini del giorno finalizzati alla tutela dei diritti fondamentali nella nostra città: il primo, per consentire l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo sulla base di un documento diverso dal permesso di soggiorno ma comunque idoneo ad attestarne l’identità e il regolare soggiorno sul territorio comunale; il secondo, per garantirne l’accesso ai servizi territoriali, sia pubblici che privati, sulla base del mero domicilio.
Il Partito Democratico non li ritenne urgenti, inviandoli in commissione.
Durante la discussione in commissione, l’esperta di diritto dell’immigrazione Avv. Nazarena Zorzella spiegò la percorribilità di entrambe le strade indicate nei due odg, sottolineandone anzi l’opportunità, condivisa anche da molti altri intervenuti, come la rete della Famiglie Accoglienti.

La settimana scorsa, il Tribunale di Firenze, con ordinanza 18 marzo 2019, ha fornito un’interpretazione costituzionalmente orientata della legge n. 132/2018, ordinando al Comune di Firenze, convenuto in giudizio, l’immediata iscrizione del ricorrente richiedente asilo nel registro anagrafico della popolazione residente.
Un’interpretazione esattamente corrispondente a quella fornita dall’avv. Nazzarena Zorzella e riassunta negli ordini del giorno di Coalizione Civica.

Oggi, alla luce di questa novità, abbiamo chiesto di discutere anticipatamente gli odg in Consiglio comunale, confidando in una loro rapida approvazione. Il Partito Democratico ha invece bocciato l’anticipazione di entrambi gli ordini del giorno rifiutando di discutere e di agire su questo terreno.
Questo è il livello di coraggio e coerenza che contraddistingue l’attuale maggioranza in Consiglio comunale, quella che al sabato straparla di città accogliente e lancia strali contro Salvini e al lunedì ascrive più valore alle sue circolari che alle pronunce della magistratura sulla tutela dei diritti fondamentali richiesta dalla Costituzione e dal diritto internazionale.

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