Scuola e costituzione, raccontare il presente in classe

By 6 Febbraio 2019notizie

Sessantatrè professori di liceo firmano un comunicato/appello nel quale spiegano perché parleranno ai ragazzi, durante alcune ore di lezione, di cosa sta succedendo nel mediterraneo, del fenomeno migratorio, del presente che stiamo vivendo.
Scrivono: “siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione”.

Coalizione Civica Bologna è con loro e con tutte le iniziative simili, come quella di insegnanti, pedagogisti, collaboratori, educatori e ed educatrici delle scuole dell’infanzia che stanno sottoscrivendo una lettera appello per chiedere che venga rispettata la vita umana prima di ogni cosa e che Bologna continui ad impegnarsi per attuare politiche di accoglienza e ospitalità.

*nel video l’intervento della nostra Emily Clancy durante il Consiglio Comunale del 4 febbraio.

“Intervengo sull’appello dei docenti del liceo Copernico che hanno pensato di dedicare alcune ore di lezione a informare i loro studenti leggendo la Costituzione, i quotidiani e spiegando i fenomeni migratori. Non posso leggere il loro comunicato per mancanza di tempo, ma vi invito a farlo.
Vorrei soffermarmi sulle reazioni che vi sono state a questa iniziativa.
Ad esempio quella dell’Onorevole forzista Galeazzo Bignami: “L’ipocrisia del pensiero unico in aula.” O quella della Consigliera e Senatrice – come al solito assente in quest’aula – Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura: “Spero che questa iniziativa sia dovuta a non conoscenza delle cose, non a malafede. Ho informato della cosa il ministro Bussetti.”
E ancora “Mi offro io per fare lezione a questi insegnanti prima che la facciano agli alunni. Dirò loro cosa sta facendo il Governo riguardo ai migranti. Bisognerebbe avere meno ipocrisia.”
Io rispondo che bisognerebbe avere rispetto per il proprio mandato, per le leggi del nostro ordinamento che costituiscono il limite all’esercizio dell’attività politica e amministrativa.
Secondo la Costituzione tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi, certo. Ma alcuni cittadini, come ad esempio i ministri e i sottosegretari, hanno giurato di osservare lealmente la Costituzione e le leggi.
E l’art. 33 della Costituzione parla chiaro: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, recita il suo primo comma.

Quell’articolo, tra gli altri, sancisce due principi:
il principio della libertà dell’arte e della scienza, appunto, secondo il quale vi è il divieto di un’imposizione di un’arte o di una scienza di Stato da parte delle classi al potere. Nacque come reazione all’arte e alla scienza di regime, proprio la tutela dal pensiero unico invocato senza cognizione di causa da Bignami.
Il principio della libertà di insegnamento, in virtù del quale tutti i docenti hanno diritto di scegliere “cosa” e “come” insegnare, non ci sono direttive ideologiche poste dall’alto.
Principio base della libertà d’insegnamento è la libertà riconosciuta a docenti e discenti di professare e seguire qualunque tesi o teoria seguendo il metodo didattico e gli strumenti di studio che appaiono più opportuni.
Ancora, l’art. 10 “La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”.

Norma attraverso la quale entra nel nostro ordinamento come fonte primaria la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ha compiuto 70 anni lo scorso Dicembre ma forse non viene ricordata abbastanza.
Articolo 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Articolo 13 1. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio
Articolo 14 1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
Purtroppo nemmeno la nostra città è immune al razzismo e alla discriminazione, è di giovedì l’episodio giustamente denunciato dai sindacalisti Filcams CGIL, che all’interno del loro ufficio in via Marconi, durante un incontro sindacale per il passaggio da un’azienda all’altra di alcuni lavoratori che faranno le pulizie in appalto negli uffici di Poste Italiane e Sda, hanno sentito pronunciare le frasi razziste e offensive dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri da parte del titolare dell’azienda Lux. C’è bisogno di parlare in aula di questi temi, perché la scuola insegna, prepara gli studenti ad essere cittadini consapevoli di una società migliore.
Io spero che questo episodio tracci una linea, invalicabile, e che nessuno resti in silenzio. Che altri professori si associno all’iniziativa lanciata dai professori del Copernico, che tutte le comunità scolastiche si levino in un sol coro, perché qui non si tratta di una posizione politica o dell’altra, della par condicio evocata dai partiti al governo.
“La rivolta dei prof. Anti-Salvini” hanno titolato alcuni quotidiani.
No, no, e ancora no.
Non si tratta dell’opinione che può avere Coalizione Civica sull’accoglienza degna contro la posizione politica della Lega Nord.
Qui si tratta di lesione dei principi che stanno alla base del nostro ordinamento: i diritti umani, la separazione dei poteri, la libertà d’insegnamento. Lesione posta in essere da chi dovrebbe osservare con lealtà la Costituzione.
Spero che la nostra città si schieri nella sua interezza al fianco degli insegnanti, sia della scuola d’infanzia come giustamente ricordato dalla Consigliera Palumbo sia quelli della scuola secondaria che hanno diffuso questo appello.
Da parte nostra desideriamo esprimere loro, con forza, la più convinta solidarietà e vicinanza

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